Adesso nelle Converse batte un cuore torinese

Queste scarpe sono un’icona. Una delle più durature visto che l’avventura è cominciata nel 1908 e 15 anni dopo è arrivato sul mercato il modello All-Stars. Praticamente un mito. L’azienda ovviamente si chiama Converse e da un paio di settimane è guidata da un torinese: Davide Grasso. Ha 52 anni e una vita passata nelle posizioni chiave della Nike dopo la laurea in Economia a Torino e il Master alla Bocconi. Come ha fatto? Grasso non ha dubbi: «Lavoro, lavoro, lavoro. Qui negli Stati Uniti, la cultura del lavoro è basata sui risultati. E’ un sistema ancorato alla meritocrazia. Per me sono fondamentali l’orientamento al team, la passione per il brand, e la voglia di mettersi in gioco, e di vincere». 

Insomma non avere paura di cambiare. Neanche orizzonte. Per capirlo basta seguire la sua carriera. Dopo la laurea nel 1988 entra nel gruppo Gft, poi arriva la «Armando Testa». Due belle aziende. Ci si potrebbe accontentare. Ma Grasso torna a studiare, prende il mitico Mba della Bocconi e lascia l’Italia. Un Paese che non era certo quello dei cervelli in fuga. Va in Olanda ed entra in Nike. Diventa direttore marketing per l’talia, poi Europa, Asia e infine Stati Uniti. Ed è lui l’uomo a cui Nike si affida per andare alla conquista del pianeta calcio. L’ultimo incarico prima di Converse è numero uno del marketing mondiale.

Ieri ai piedi aveva un paio di Converse le «One Star Fragment Limited Edition blu», la nuova frontiera di un’icona. La sua settimana lo porta in viaggio per almeno un terzo del tempo, il resto lo passa in contatto con un team di creativi e di ricercatori sparso per il pianeta. Un lavoro continuo con un scopo preciso: far volare Converse. «È un marchio centenario che ha attraversato la storia e importanti movimenti, musicali, culturali e anche sociali come per esempio in Sud Africa dove è diventato simbolo di libertà durante l’Apartheid. Ma ha un grandissimo potenziale perché ci mette in contatto con tutti i tipi di consumatori e in tutto il mondo. La gente ci ama e noi dobbiamo dimostrare di riamarla». 

Un amore passato attraverso Wilt Chamberlain (All-Star), Doctor J, Larry Bird, Magic Johnson (Converse Weapon) e tutte le icone dell’età d’oro del basket. Ma anche dai piedi di James Dean, Kurt Cobain, David Bowie, i Ramones. Una passione riaccesa 13 anni fa, quando Converse passa a Nike per 305 milioni di dollari. Di lì la rinascita, il ritorno ai piedi che contano. Proprio in questi giorni con l’arrivo di Grasso Converse sta reinventando il modello intoccabile, le All-Star, ultimo passo di un’evoluzione che ha portato a decine di nuove grafiche, di materiali alternativi e di interventi di designer famosi. «A giugno abbiamo lanciato Modern Collection – spiega Grasso – la vera evoluzione di un’icona, una collezione che celebra la classicità e la tradizione, ma lo modifica con nuove tecnologie». 

Dal suo ufficio di Boston, Grasso guarda anche all’Italia: «Il mondo del lavoro da voi presenta interessanti potenzialità per giovani di talento, Ma non vengono valorizzati, mancano incentivi e mezzi. I talenti ci sono, la voglia anche, ma la struttura socio economica non favorisce l’imprenditorialità. C’è poca meritocrazia. Ma le cose cambieranno. I giovani hanno talento e tanta, tanta voglia di lavorare. Sia in Nike che in Converse ne abbiamo tanti. Sono davvero fiero di loro».

Fonte: http://www.lastampa.it/